TUNISINO ESPULSO, AVEVA CONDOTTE INTEGRALISTE

Un detenuto tunisino di 30 anni, irregolare in Italia, è stato espulso e rimpatriato in Tunisia. Secondo quanto riferito dalla Questura di Cremona, l’uomo era monitorato perché sospettato di radicalizzazione e, durante la detenzione a Ca’ del Ferro, avrebbe assunto condotte integraliste. Aveva inoltre parenti con posizioni jihadiste già condannati in Tunisia. Era in carcere per reati legati a droga, pubblica amministrazione e patrimonio. Una vicenda che riaccende i riflettori sul carcere cremonese, dove il tema della sicurezza si intreccia con quello delle condizioni di vita e di lavoro. I numeri parlano di 627 detenuti a fronte di 385 posti regolamentari. E alle celle affollate si aggiunge la carenza di personale. Gli agenti effettivamente presenti sarebbero circa 164 a fronte di 226 previsti; tre gli educatori operativi, mentre ne sarebbero necessari sei. Sul fronte sanitario, a fronte di oltre cento detenuti con patologie psichiatriche certificate, gli specialisti disponibili erano due. Negli ultimi mesi non sono mancati gli episodi critici: a giugno un incendio appiccato dai detenuti in una sezione provocò un intervento d’emergenza della Polizia penitenziaria. A luglio, poi, un altro si è dato fuoco all’interno dell’istituto: è morto ad agosto dopo il trasferimento al Niguarda.