Cremona Proprio oggi, a Roma, è stato presentato il Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, e ancora una volta il territorio cremonese sale purtroppo sul podio della criminalità ambientale. Cremona ha conquistato la terza posizione assoluta in Lombardia per gli illeciti legati alla gestione della spazzatura, condividendo questo pesante primato regionale con Brescia e Lecco. Ma cosa si intende, esattamente, per ecomafia? Si tratta di vere e proprie operazioni criminali basate sul traffico illecito di rifiuti: tonnellate di scarti industriali, sostanze tossiche o materiali nocivi che vengono occultati, falsificando i documenti di trasporto, per essere smaltiti illegalmente nei terreni agricoli o nei capannoni dismessi, aggirando i costi e i controlli di legge. Una piaga che a Cremona, nel corso del 2025, ha fatto registrare numeri impressionanti: ben 81 arresti legati esclusivamente al ciclo dei rifiuti, a fronte di 63 reati accertati e 7 sequestri complessivi.l traffico illecito di rifiuti nel territorio lombardo affonda le sue radici nella maxi-inchiesta “Similargilla”, avviata nel 2016 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. L’indagine ha svelato un giro d’affari basato sul trattamento di oltre 450mila tonnellate di rifiuti speciali, scarti chimici e ceneri di combustione, falsamente classificati e miscelati con la terra per essere tombati in cave dismesse tra le province di Cremona, Mantova e Brescia.



