Studio di movimento sui 12 archetipi con il Tai Chi e saggezza Zen

In questa seconda parte di Laboratorio Salute parleremo Tai Chi e 12 archetipi e della profonda saggezza Zen tramandata da maestro ad allievo Donella Bucca, maestra di Tai Chi , Qi Gong, Meditazione, Corpo armonico (responsabile presso Lo Spazio del Tao – Arti per l’Armonia) ci mostrerà come ogni movimento di Tai Chi sarà scelto immaginando di rappresentare uno dei 12 archetipi. Ognuno di noi manifesta alcuni di essi, ognuno li ha tutti dentro di se. In questo percorso dia arte meditativa poeticamente marziale le competenze si intrecciano.

I telespettatori saranno guidati alla ricerca di una connessione dei meridiani energetici, per giungere ad imparare una piccola danza meditativa. Fino ad ottenere una personale sequenza di movimento che potrà essere poi utilizzata come un rito quotidiano, utile a risvegliare e riequilibrare tutti gli archetipi che ci abitano. Un percorso per conoscersi attraverso il corpo, i colori e le immagini.

Per Donella il Tai Chi è comprendere l’abbraccio del Due nell’Uno. La sua esperienza trentennale nel Tai Chi originale della famiglia Yang come appreso direttamente dal Gran Maestro Chu King Hung si fonde con il suo passato di danzatrice attraverso la visione immaginale secondo gli insegnamenti di Selene Calloni Williams. Grazie a questa esperienza ha sviluppato in modo concreto l’unione del movimento poetico con l’arte marziale e l’insegnamento ottenendo l’armonia nel corpo attraverso la tecnica e il respiro. Un Tai Chi Marziale e poetico.
L’ideogramma “Tai Chi” racconta come questa arte sia uno dei percorsi più elevati per percorrere il nostro cammino terreno, una lenta e continua ricerca verso l’equilibrio perfetto tra corpo e mente.

Se come disse Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo”, con gli occhi del Tai Chi impareremo a vedere la bellezza in ogni cosa, perché essa è dento ogni gesto, ogni attimo, ogni emozione. Se impariamo a guardare il mondo vedendone la bellezza anche noi ci trasformeremo in quel mondo perché ognuno di noi ne è il riflesso, e nello stesso tempo il nostro sguardo marziale e poetico potrà trasformare il mondo in qualcosa di più bello.

Poi conosceremo Luca Borriero fumettista, autore del libro “Storie Zen a Fumetti”. Oggi è qui per parlare di alcune storie zen trasformate in fumetti. Zen in Giappone e Ch’an in Cina. Non è una religione, né una filosofia. Zen è contemplazione, meditazione, presenza, discriminazione e risveglio. Lo Zen può essere praticato minuto dopo minuto nella nostra vita e il suo obiettivo è portare il cercatore a scoprire la sua Vera Natura, a vivere la sua vita come un Buddha.

Alla fine del XIII secolo, il maestro giapponese Muju raccolse una serie di aneddoti selezionati da vari libri giapponesi e ne fece un libro dal titolo Raccolta di Pietra e di Sabbia (Shaseki-shu). Negli anni a seguire, da questo testo nacque il famoso libro 101 storie zen. Appena Luca Borriero iniziò a leggere questo piccolo libro si sentì ispirato e la sua immaginazione iniziò a portarlo nell’antico oriente, tra templi e giardini, samurai e maestri, foreste di bambù e luoghi nascosti dove meditare in silenzio. Leggeva queste storie come una sorta di copione e facilmente vedeva già concluse vignette, dialoghi e tavole. Non doveva fare altro che trasmettere la sua immaginazione su carta…
“Storie Zen a Fumetti” vuole portare il lettore a rivivere le avventure più significative dei grandi maestri zen del passato come Bankei, Ikkyu, Hakuin, Hotei e molti altri, tra spiritualità e leggerezza, simpatia e dialoghi elevanti.
Alla fine di ogni storia, l’insegnamento viene riassunto in una singola frase che trasmette la profondità del messaggio.
Una contemplazione che indica l’insegnamento più alto, la parole del Buddha, la via dello Zen.

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