Accuse pesanti quelle cui deve rispondere il cremasco Renato Crotti, che ha scelto il rito abbreviato e che l’8 settembre dovrà comparire davanti al gup competente per il tribunale dei minori di Brescia, Angela Corvi. Si tratta di prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico, reati contestati all’ex uomo di spicco della Fondazione Arvedi Buschini di Cremona, arrestato nell’ottobre dello scorso anno. Accuse che sono state formulate a partire dall’indagine iniziale riguardante la distrazione di fondi alla Onlus Uniti per la Provincia di Cremona, realtà nata per raccogliere fondi destinati alla lotta al Coronavirus e che vide lo stesso Crotti, allora gestore de facto dell’ente, accusato di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, alla truffa e all’autoriclaggio. Oltre 250.000 euro sui 4 milioni di euro raccolti sono stati sottratti a “Uniti”, attraverso un sistema di fatture false. Insieme a Crotti sotto indagine erano finiti anche gli altri due promotori della onlus ‘Cristiano Bozzoli e Attilio Mazzetti, rispettivamente titolare di un’impresa di caldaie il primo, il secondo gestore di pub e discoteche; ma l’indagine aveva coinvolto anche un sacerdote, titolare di una cooperativa. Michele Russo, imprenditore e uno dei testimoni che collaborava con la Procura per il filone sulla sottrazione di fondi, aveva confermato fatture false per 27mila euro fornite per far fronte alla crisi della propria azienda. Sempre Russo aveva raccontato delle avances e dei tentativi di Crotti di farlo assistere a rapporto di terze persone con la moglie. I reati di prostituzione minorile contestati a Crotti erano emersi grazie alle indagini dei finanzieri e avevano portato al sequestro di dispositivi elettronici e ad approfondimenti che hanno portato alla luce una fitta rete di contatti del professionista con una molteplicità di persone e con dei ragazzi maschi minorenni. Il giornalista cremasco secondo l’accusa pagava ragazzi di 15 e 16 anni in cambio di video e foto hard e per incontri sessuali che si svolgevano in mezzo ai campi, nei parcheggi e in un garage. Sono tre i ragazzi che hanno scelto di raccontare tutto, mentre sono nove le parti civili nel processo che si aprirà a settembre. Attualmente Crotti si trova in carcere a Pavia dove segue un programma di recupero e forse verrà trasferito a Bollate.


