Brescia Prosegue a Brescia il processo che vede imputati alcuni giovani tra i 20 e i 35 anni, accusati di una lunga serie di episodi violenti avvenuti tra il 2024 e il 2025. Secondo gli inquirenti, il gruppo — composto da tunisini, egiziani e italiani di seconda generazione — sarebbe stato protagonista di aggressioni, rapine, minacce e risse spesso caratterizzate da una violenza estrema. L’episodio più grave risale al gennaio dello scorso anno, quando davanti a una kebabberia un giovane somalo venne accoltellato e pestato insieme agli amici che avevano tentato di difenderlo. Nell’aggressione sarebbero stati utilizzati coltelli, taser, spranghe e altri oggetti contundenti. Una scena che aveva profondamente colpito la città e acceso ancora una volta il dibattito sulla crescente insicurezza in alcune aree urbane. Nelle ultime ore il processo ha registrato un colpo di scena: un testimone egiziano ha fornito una versione diversa dei fatti, mettendo in discussione alcune accuse relative al tentato omicidio. Ma al di là degli sviluppi giudiziari, resta forte la preoccupazione dei cittadini per un fenomeno di violenza sempre più aggressivo e diffuso, fatto di bande, armi e intimidazioni che continuano ad alimentare paura soprattutto nelle zone della movida e nei pressi delle stazioni.



