Cremona. Il mese di dicembre ha fatto registrare temperature miti, dopo che il 2022 era stato classificato come l’anno più bollente, con una temperatura media superiore di 1,15 gradi e la caduta del 30% di precipitazioni in meno, rispetto alla media storica del periodo 1991-2020. In questo periodo, di solito, le api dovrebbero ammassarsi tra loro per ‘scaldarsi’ all’interno dell’alveare, invece volano in giro, ma non trovano quasi nulla con cui alimentarsi. Non solo: il caldo di quest’inverno ha fatto lavorare le api in modo diverso dal solito. Una condizione complicata, in generale, per le api. Le api si muovono poco, lavorano poco, hanno ali deformi ma, in genere, sono operose. Una situazione sempre più difficile, per cui diventa necessario intervenire e fare sistema. Il rischio, infatti, è che questa primavera ci si trovi con le famiglie dimezzate e, di conseguenza, anche con una minore produzione di miele.
Claudia Barigozzi


