Il nostro viaggio comincia a Lodi lungo le sponde del fiume Adda. La città fu fondata nel 1158 da Federico Barbarossa, in seguito alla distruzione del borgo di Laus Pompeia oggi Lodi Vecchio, la nuova città fu edificata ma lungo le rive dell’Adda, per consentire una posizione di maggior controllo sul territorio. Il sovrano accordò poteri straordinari, ma la città crebbe con difficoltà. Nel XIII secolo Lodi continuò a svilupparsi grazie alla protezione di Federico II nipote del Barbarossa conosciuto con l’appellativo di “Stupor mundi” ossia lo “stupore del mondo”. In epoca medioevale la città era lambita dal Lago Gerundio e il territorio era in gran parte paludoso ed insalubre. A Lodi esiste sul lato destro del municipio l’unica statua italiana di Federico Barbarossa venerato come fondatore e padre della patria dai lodigiani. L’Adda qui scorre veloce, il cui nome deriva dal latino “Ad dua” ossia “due sorgenti” oppure dal celtico “Abdua” nel senso di “Acqua che scorre impetuosa”.
In questo punto chiamato Piarda Ferrari si trova un monumento dedicato ai barcaioli e alla lavandaie, antichi mestieri di un tempo passato. Vi parlerò delle alluvioni dell’Adda da ricordare tra le più recenti quelle del 1951, del 1963 del 1976 e del 2002, che durante queste rovinose inondazioni vagava tra le case, nelle vie, nei boschi, quasi a ribellarsi degli argini che l’uomo gli ha costruito. Poi vi parlerò di Furrina divinità romana arcaica legata alle acque. Qui siamo in prossimità del Ponte di Lodi detto anche di Napoleone Bonaparte, quello che vediamo oggi è l’ultimo edificato del 1864, un tempo era di barche, lungo 175 metri con 8 arcate.
Una terra ricca d’acqua il lodigiano di storia, e di tradizione, fonte di ricchezza, di energia che ha rappresentato per le popolazioni rivierasche una grande risorsa vitale.



