La puntata è dedicata a Spinadesco con il Canale Navigabile e il Po. Ma cominciamo questo viaggio dalla Cascina Mulino risalente al 1400 che racchiude un ampia corte e dove esisteva tempo un mulino a grano e riso, azionato dalla roggia Vicenengo. Al suo interno conserva ancora macine, turbine, tramogge, cinghie e pulegge, ma tutto oggi è in stato di abbandono.
La storia di Spinadesco è legata strettamente al Po. Nato come insediamento romano con la denominazione di Vico Vobolano dal nome di un console che qui viveva. Il nome trae origine dal territorio che in passato doveva essere ricoperto da una selva di spine. Visiteremo il Canale Navigabile largo 35 metri e profondo 4 metri con sponde e fondale in cemento, un grande progetto di idrovia iniziato nei primi anni 60 del secolo scorso che doveva collegare Milano, Cremona fino al Mare Adriatico, ma da tempo tutto è fermo per mancanza di fondi. Lungo le sue sponde in estate cresce la Canapa Acquatica un bel fiore con i fusti rossastri e con i suoi fiorellini color rosa antico. Qui a Spinadesco qualche anno fa è stato trovato un cranio di Uomo di Neanderthal un ominide strettamente legato all’Uomo Sapiens. Vi racconterò la storia dell’evoluzione dell’uomo che è cominciata 4 milioni di anni fa con il primo bipede che era uno Australopiteco che gli scopritori in Africa hanno chiamato famigliarmente Lucy. Oltre a questo rinvenimento eccezionale nel Po nel tempo sono stati trovati specialmente nei periodi di secca resti di animali vissuti tanto tempo fa come l’Uro, iene, leopardi, leoni delle caverne e rinoceronti. Una volta a Spinadesco esisteva un isola chiamata Malongola in prossimità del paese, poi le piene del fiume Po hanno cancellato quest’isola. Infine andremo lungo il Po e vi parlerò del Mare dei Poveri perché il bagno nel Po si è sempre fatto fin da tempi antichi e tra gli anni 50 e 70 del secolo scorso il fiume diventò per migliaia di persone un luogo dove andare a prendere il sole, si faceva merenda, e si faceva il bagno. Era comunque pericoloso perché oltre la corrente, c’erano i mulinelli e in acqua bisognava stare attenti. Naturalmente non esistevano allora creme abbronzanti, o contro le scottature. Altri tempi ma i meno giovani, ricordano quei tempi con grande nostalgia.



