La puntata è dedicata al Fosso Bergamasco, un corso d’acqua antico scavato tra il XIII e XIV secolo, lungo 35 km un tempo denominato “Fossum Pergami”.
E’ situato nella provincia di Bergamo e collega il fiume Adda al Serio per poi riprendere il suo corso e collegare il Serio con il fiume Oglio. L’importanza del Fosso Bergamasco è data dal fatto che nel corso dei secoli venne sovente utilizzato come confine tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano. Ha giocato un ruolo importante per le popolazioni che vivevano intorno, e in epoca di carestia da esso dipendeva la sopravvivenza di molta gente. Era anche territorio di contrabbando e i briganti favoriti dalle dispute dei due Stati potevano godere di una situazione favorevole ed erano soprannominati “Saltafossi”, pronti a saltare da uno Stato all’altro per garantirsi l’impunità. Sono 27 i comuni che si affacciamo sul Fosso Bergamasco tra questi Boltieri, Ciserano, Castel Rozzone, Arcene, Lurano, Brembate, Castel Liteggio etc. Lungo il territorio esistevano dei cippi in pietra che servivano per delimitare i confini tra Venezia e Milano. Nel tempo molti sono scomparsi, altri rimossi, altri ancora sono in vecchie cascine o proprietà private. In tutto sparsi per il territorio ne esistono ancora circa 60. Ci troviamo a Covo il cui nome sembra derivare da “Cavus” ovvero canale in riferimento al Fosso oppure da “Cave” che significa in lingua franca “cantina” oppure dal latino “ad cavum” cioè “presso il fossato”. Vi è una versione legata alla tradizione popolare che accosterebbe il termine al covone di fieno elemento presente nello stemma comunale che denota la spiccata tradizione rurale del borgo. Simbolo di Covo è la Torre del XIII secolo che è ciò che resta di un castello poderoso, baluardo di confine con nove torrioni e due fossati andato distrutto. Poi vi parlerò di due divinità minori romane della natura e delle acque sorgive Maia e Lympa.


