Lo scorso lunedì 7 luglio il Parlamento Europeo ha iniziato a discutere una mozione di censura, cioè di sfiducia, nei confronti della Commissione e della sua presidente, Ursula von der Leyen, che verrà votata giovedì prossimo. Le possibilità che la mozione venga approvata sono praticamente nulle, perché per sfiduciare la Commissione servirebbe una maggioranza dei due terzi dei votanti. Tuttavia il voto è un passaggio politico di un certo rilievo per gli equilibri tra i vari gruppi, e per la maggioranza che sostiene von der Leyen. La premier italiana Giorgia Meloni dovrà decidere da che parte schierarsi. L’analisi e il commento del filosofo Davide Ramunno.



