A SCUOLA SENZA SMARTPHONE: IL COMMENTO DI NOVARA

Il nuovo anno scolastico si apre con una novità importante: niente smartphone tra i banchi, se non per fini didattici. Una misura che non resta confinata alle aule ma che solleva un dibattito più ampio sulle abitudini digitali quotidiane. Ridurre l’uso del cellulare in classe non significa solo imporre un divieto, ma offrire ai ragazzi la possibilità di riscoprire il dialogo diretto, la collaborazione e la concentrazione, senza continue interruzioni. La sfida, però, non riguarda solo gli studenti. Se a scuola i telefoni vengono spenti, a casa serve coerenza: genitori e adulti devono dare il buon esempio, trasformando la scelta scolastica in un patto educativo condiviso. Solo così il messaggio diventa credibile e incisivo. Il “digital detox” può infatti liberare tempo ed energie da impiegare in attività alternative: sport, lettura, musica o semplicemente momenti di noia costruttiva che stimolano immaginazione e resilienza. Non si tratta di punire, ma di allenare nuove competenze: gestire il tempo, riscoprire relazioni autentiche e coltivare passioni reali.