Cremona Anche Cremona è al centro della richiesta di un confronto urgente sulla gestione degli inceneritori lombardi. Sette associazioni ambientaliste – da Rete Ambiente Lombardia a ISDE Medici per l’Ambiente – hanno inviato una lettera al presidente della Regione Attilio Fontana e al Consiglio regionale, chiedendo una moratoria su nuovi impianti e un aggiornamento del Piano regionale rifiuti. La Lombardia, ricordano, ospita 12 inceneritori urbani e 11 industriali, oltre al più grande impianto per rifiuti speciali d’Italia. Quasi la metà dei rifiuti bruciati proviene da fuori regione. A Cremona il termoutilizzatore di via San Rocco, con oltre 150 mila tonnellate di rifiuti trattati ogni anno, è da tempo al centro di dibattito per le emissioni e per la presenza di diossine e PFAS nell’aria. Le associazioni denunciano l’assenza di un monitoraggio epidemiologico, già attivo in Piemonte ed Emilia Romagna, e chiedono trasparenza sui dati di raccolta e smaltimento. Obiettivo: ridurre progressivamente l’incenerimento, potenziare il riciclo e avviare impianti di trattamento a freddo che recuperino materia, per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente anche nel cremonese.



