In questa puntata di Cifre alla mano, condotta da Davide Gianluca Porro, il clima natalizio resta fuori dallo studio.
Niente luci soffuse o buoni sentimenti: al centro della puntata ci sono criminalità, minacce e quel sottobosco di fuffaguru finanziari che continuano a prosperare online. Personaggi già affrontati in passato, che promettono guadagni facili e rendimenti impossibili e che, quando vengono smascherati, non arretrano ma passano alle minacce. Quelle vere.
In studio sarà presente Andrea Brusemini, consulente di Geko Gold, mentre in collegamento interverrà Luigi Conte, presidente di ANASF, per analizzare un fenomeno che non riguarda solo la finanza, ma la fiducia, la paura e la fragilità delle persone.
Il filo conduttore della puntata è un paradosso: per una trasmissione che ragiona sempre cifre alla mano, il numero scelto non è un indicatore economico. È il 90.
Un numero che, nella cultura popolare italiana, soprattutto sulla Ruota di Napoli, rappresenta la paura. Un simbolo, un totem culturale che richiama superstizione, timore e destino capriccioso.
Ed è proprio di paura che si parlerà.
Da un lato quella dei cittadini che investono online temendo di essere truffati — e che spesso finiscono per esserlo davvero — affidandosi a presunti esperti che promettono scorciatoie verso la ricchezza. Dall’altro lato, la paura di chi costruisce castelli di carta: fuffaguru e sedicenti professionisti che, una volta smascherati, vedono crollare il loro sistema e reagiscono con intimidazioni e pressioni.
Una puntata che smonta illusioni, mette in luce i meccanismi della manipolazione e invita a difendersi con l’unico vero antidoto possibile: informazione, consapevolezza e spirito critico.
Perché quando si parla di soldi, promesse facili e paura, ragionare davvero cifre alla mano non è mai stato così necessario.


