Cremona Era l’autunno del 2000 quando il Po iniziò a salire senza sosta. A Cremona e lungo tutta la golena, l’acqua invase campi, strade e abitazioni. Per chi viveva vicino al fiume furono ore drammatiche: famiglie costrette a lasciare tutto in fretta, con pochi oggetti essenziali, mentre il livello dell’acqua continuava a crescere. Nei giorni della piena, la paura non era solo quella di perdere la casa, ma anche di vederla saccheggiata. Molti residenti, nonostante l’alluvione, decisero di restare a fare la guardia, spesso di notte, davanti a edifici ormai sommersi, per proteggerli dagli sciacalli. Furono giorni di solidarietà, di volontari e forze dell’ordine impegnati senza sosta, ma anche di grande stanchezza e incertezza. Un’emergenza che ha segnato profondamente il territorio e la memoria collettiva.
Luca Marca



