Ancora una volta il Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona interviene sul tema del nuovo nosocomio. Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale Luciano Pizzetti, che auspica la posa della prima pietra entro il 2026, il Movimento invita a distinguere tra annunci simbolici e realtà amministrativa, ricordando che il procedimento è tutt’altro che concluso. A destare preoccupazione, oltre ai tempi, sono soprattutto i costi: a dicembre 2025 il progetto del nuovo ospedale ha superato quota seicento milioni di euro, praticamente raddoppiando prima ancora dell’avvio dei lavori. Con amara ironia, il Movimento parla di un “miracolo tutto cremonese”, dove il vero obiettivo sembra ormai diventare il traguardo del miliardo di euro. Nel frattempo, si osserva come con una parte di quelle risorse si potrebbero potenziare i servizi sanitari reali: ridurre le liste d’attesa, rafforzare la medicina territoriale, migliorare le condizioni di medici e infermieri. Ma il rischio, denunciano i promotori, è che si privilegi l’opera monumentale rispetto all’assistenza quotidiana. L’appello finale è chiaro: fermarsi, valutare alternative concrete come la riqualificazione dell’esistente e riportare il confronto su numeri, bisogni e trasparenza, prima che l’ennesima “prima pietra” si trasformi in un simbolo di spreco e una cattedrale nel deserto priva di servizi.


