CREMA, SPACCIATORE ARRESTATO: VIVEVA DOVE È STATO UCCISO HAMZA

Un quartiere che non sembra trovare pace, una zona che anche oggi torna agli onori della cronaca per la gravità dei reati che si sono commessi al suo interno. Sono passati solamente tre giorni dall’omicidio di Hamza Salama, il 20enne egiziano brutalmente ucciso, a detta di una persona molto vicina a lui, perché sospettato di collaborare con le forze dell’ordine. Droga, al centro dei problemi del quartiere ci sono sempre le sostanze stupefacenti.

Proprio oggi il problema dello spaccio torna a farsi sentire e viene confermata la difficile situazione in cui versa il quartiere. Un 20enne tunisino è stato condannato a quasi 3 anni di carcere per il possesso di 60 grammi di cocaina e 400 grammi di hashish. Nato e cresciuto proprio in quel parchetto dove lunedì sera è scattato il diverbio che ha portato alla morte di Hamza. Una spirale di criminalità che l’ha inghiottito senza risputarlo fuori.

Il giovane arrestato ha alle spalle diversi precedenti per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, e per questo, a seguito di un controllo effettuato dalle forze dell’ordine nel 2023, era stato trovato in possesso di altre sostanze. Dopo 3 anni è arrivata la condanna e l’arresto definitivo. Una situazione che mostra in maniera chiara la situazione del quartiere san Bernandino, un luogo che come riportato dal nostro informatore vede una rete di spacciatori radicata fra le vie della zona, ormai difficile da combattere. Una realtà talmente compromessa che è arrivata a prendersi la vita del giovane Hamza Salama. Nel frattempo le operazioni di polizia continuano, una lotta senza esclusioni di colpi fra la vendita di morte e la sicurezza dei cittadini per bene.