Cremona E’ il quarto trasferimento in poco tempo per Emanuel Iannuzzi, 42 anni, detenuto con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Imperia sul decesso della piccola Beatrice, la bimba di due anni deceduta per una violenta emorragia cerebrale causata da un trauma alla testa. Il trasferimento è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri dal carcere di Pavia, dove l’uomo era stato portato a inizio luglio a quello di Cremona. A Pavia, infatti, altri detenuti lo hanno aggredito, provocandogli la frattura del setto nasale. Si tratta del quarto trasferimento disposto nei confronti dell’uomo. All’inizio di giugno, dopo l’arresto, Iannuzzi, che si è sempre professato innocente, era stato spostato dal carcere di Genova Marassi a quello di Ivrea. In quell’occasione erano circolate indiscrezioni su possibili tensioni e minacce da parte di altri detenuti. Poi a Pavia e ora a Cremona. Per il decesso della bambina, oltre al compagno 42enne è accusata anche la madre, Emanuela Aiello, 43 anni. La donna era stata arrestata lo stesso giorno per omicidio preterintenzionale, l’uomo era stato indagato a piede libero in concorso. Il 30 maggio, la svolta: la contestazione era cambiata per entrambi, diventando di maltrattamenti seguiti dalla morte. E anche Iannuzzi è finito in carcere. Determinanti per la Procura, e per il gip che ha emesso la doppia ordinanza di custodia cautelare, i video dei lividi sul corpo e sul viso di Beatrice trovati sul cellulare della madre. Gli stessi video erano stati inviati anche alla sorellina di Beatrice di soli 10 anni che aveva il compito di accudire la bambina. L’autopsia eseguita sul corpo della piccola parla di steatosi epatica», patologia che si deve a una errata alimentazione. Come se fosse costretta a digiunare o comunque venisse nutrita con cibi poco sani, o insufficienti alle necessità di una bimba di 2 anni. Dalla perizia emerge inoltre che se la madre e il compagno avessero portato beatrice al pronto soccorso si sarebbe salvata.



