Cremona Il Po continua a scendere e oggi, a Cremona, ha raggiunto -8,48 metri sotto lo zero idrometrico, uno dei livelli più bassi di questa estate. Una situazione che mette sotto pressione l’intero sistema irriguo. A Isola Pescaroli le idrovore lavorano giorno e notte per garantire l’acqua ai campi, ma con il fiume sempre più basso aumenta il rischio che gli impianti di derivazione non riescano più a prelevare acqua a sufficienza. Nel Cremonese, nel Cremasco, nel Bresciano e nella Bassa Piacentina decine di migliaia di ettari, coltivati soprattutto a mais, dipendono da questi prelievi. La siccità è ormai classificata come severa e cresce la preoccupazione per il territorio cremonese. Se il livello del Po dovesse continuare a scendere, alcuni impianti di derivazione potrebbero andare incontro a forti limitazioni o addirittura al blocco, rendendo sempre più difficile alimentare la rete dei canali irrigui. Una situazione che riapre anche una riflessione sul futuro dell’agricoltura del territorio: ha ancora senso puntare quasi esclusivamente sulla monocoltura del mais, una delle colture con il più elevato fabbisogno idrico, in un contesto in cui l’acqua è sempre più scarsa? Una domanda che, davanti a un Po sempre più in sofferenza, il Cremonese dovrà inevitabilmente affrontare.



