Cremona: negozi, più contributi che vendite

CREMONA Contributo volontario ma elevato per i Giovedì d’estate, fra 80 e 120 euro, secondo il tipo d’attività, ma la crisi è tale che
l’incasso per diversi commercianti è stato ancora minore nelle cinque serate dal 30 giugno al 28 luglio, promosse da Botteghe del Centro e Confcommercio in collaborazione col Comune. Eventi e manifestazioni attirano il pubblico, senza però produrre ricadute apprezzabili, come conferma Giorgio Bonoli della Confesercenti: “E’ solo una piccolissima boccata d’ossigeno per le attività, che hanno bisogno di ben altro. C’è chi dice di vedere la luce in fondo al tunnel, io la vedo ancora lontana, finché non si riprende l’economia e la gente non ha molti soldi da spendere. Secondo noi l’impegno economico diretto dei negozianti è giustificato solo per le luminarie natalizie”. Le difficoltà per i negozi dipendono dalle spese fisse, come affitti alti e forniture, che le entrate a volte non pareggiano. La strategia di portare più gente possibile in centro non sembra però dare grandi risultati, nemmeno nelle circostanze di richiamo, come i concerti di violino sul balcone della casa nuziale di Stradivari. I cittadini ascoltano, passeggiano, guardano le vetrine e non comprano. Confesercenti non chiede contributi per Eatinero ((promemoria: si pronuncia “Itinero”))), festa del cibo di strada, fra il 30 settembre e il 2 ottobre in piazza Roma. Le iniziative sono frequenti, di ogni genere, gli effetti sono deboli. Non sono mancate proposte di programmazione che vanno oltre gli interventi sport. Visto che la competizione è tra negozi del centro e centri commerciali, occorrono servizi, ad esempio il trasporto degli acquisti al parcheggio, come fanno spontaneamente alcuni negozi. E soprattutto serve un progetto professionale, che potrebbe essere messo a punto da un’università, con il sostegno delle imprese, per valorizzare prodotti ed eccellenze cremonesi, così come avviene nei piccoli borghi e anche nelle città che hanno saputo promuoversi meglio, crescendo in modo straordinario, come Lione che ha saputo svilupparsi anche in concorrenza con la stessa Parigi.