Nuovo record Italiano, solo nel 2015 in Italia oltre 15 milioni di tonnellate carta, vetro, plastica, legno e organico sono state trasformate in 10,6 milioni di tonnellate di “nuove” materie prime. L’industria del riciclo si dimostra così un punto di forza per lo Stivale, recuperando il 67% dei rifiuti da imballaggio nel 2015 e confermandosi come caposaldo dell’economia circolare.
Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile: “Meno scarti e più riciclo”. L’uso efficiente dell’energia e dei materiali sono ormai indispensabili fattori non solo di qualità ambientale, ma di competitività economica. “Occorre quindi produrre sempre meno scarti e meno rifiuti e riciclare il massimo possibile”. “Le imprese italiane hanno ormai raggiunto il livello di eccellenza in Europa con il riciclo del 72% dei rifiuti speciali – ha osservato – lo stesso livello di eccellenza deve essere raggiunto anche nel riciclo dei rifiuti urbani (al 43%), sulla scia positiva di quello degli imballaggi oggi al 67% dell’immesso al consumo”.
L’Italia ha compiuto “notevoli progressi nel campo del riciclo grazie a un settore virtuoso e dinamico”. Così il presidente di Fise Unire (l’associazione che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) Andrea Fluttero commenta il rapporto 2016 sul riciclo. “Una vera circolarità delle risorse non è stata ancora pienamente realizzata – ha proseguito -. Questo potrà avvenire solo a patto che si affrontino e si risolvano alcuni nodi da tempo irrisolti”. Tra i temi caldi, Fluttero cita in particolare “le regole, che devono essere chiare e stabili nel tempo, la semplificazione complessiva del settore, la migliore definizione del sistema consortile, che deve diventare sempre più sussidiario al mercato, il problema delle esportazioni e la necessità di sviluppare ricerca ed innovazione tecnologica”.



