Greenpeace protesta davanti fabbrica Nestlé, contro l’uso di plastica

Una decina di attivisti di Greenpeace qualche giorno fa si è incatenata davanti all’ingresso della fabbrica di imbottigliamento di Nestlé/San Pellegrino di Ruspino, nel Bergamasco. I lavoratori possono entrare e uscire dalla fabbrica, ma gli attivisti stanno impedendo l’accesso dei camion all’interno dello stabilimento.

Mentre un gruppo si disponeva all’ingresso con bidoni verdi etichettati con il famoso brand, quattro ‘climber’, appendendosi a due silos della fabbrica, hanno aperto due grandi striscioni: uno con scritto “Nestlé, Basta Plastica Usa e Getta” e l’altro raffigurante il “Plastic Monster”, il mostro simbolico creato da Greenpeace per rappresentare il danno che la produzione di plastica produce al Pianeta. Nestlé, in una nota, si dice “sorpresa dell’iniziativa di Greenpeace: a Ruspino il vetro raggiunge il 90%”.

“Nello stabilimento di Ruspino il 90% del peso degli imballaggi è costituito da bottiglie in vetro – ha detto Manuela Kron direttore comunicazione del Gruppo Nestlé in Italia – a cui si aggiunge una piccola percentuale di PET che è una plastica riciclabile al 100% e di alluminio per la produzione di soft drink 1, anche questo riciclabile al 100%.”.

Nella nota si aggiunge che “ridurre l’inquinamento da plastica, specialmente negli oceani è una priorità per Nestlé. Prendiamo questa responsabilità seriamente e supportiamo tutti gli sforzi per aumentare la consapevolezza e trovare soluzioni, abbiamo già comunicato questo nostro impegno a Greenpeace”.

“Lo scorso anno, Nestlé – si legge nella nota – ha annunciato nuove azioni per accelerare il raggiungimento dell’obiettivo del 100% del suo packaging riciclabile o riutilizzabile entro il 2025. Stiamo inoltre lavorando con tutti gli attori coinvolti per incrementare le azioni di riciclo e sostenibilità”.