Sono da aiutare… forse sarebbe meglio dire da salvare i bambini di un piccolo villaggio della Bielorussia che, a causa delle radiazioni della centrale di Chernobyl, rimangono completamente isolati. Ma questa storia è anche un esempio di come l’inquinamento rende l’uomo schiavo.

Massimo Bonfatti, Presidente di Mondo in Cammino, di ritorno da una missione in Bielorussia dove più del 20% del territorio subisce le conseguenze della radioattività prodotta dalla centrale di Chernobyl, scrive un lungo articolo su Dubovy Log che si trova nell’area contaminata dalla radioattività ed è un villaggio “sempre più solo, sempre più abbandonato, ma non solo da Dio e dagli uomini, ma anche a se stesso. Liquidata la biblioteca. Liquidato l’ufficio postale. Liquidata la casa della cultura. Liquidata, colpevolmente, la caserma dei vigili del fuoco. In altri termini: liquidata la vita sociale di 160 persone. Uniche presenze istituzionalizzate: il kholkos e la riserva radioattiva. La ferrea legge dei numeri e dell’economia non conosce deroghe. Le 69 famiglie di Dubovy Log non possono avanzare pretese: hanno avuto in dotazione una casa, un orto, un lavoro nella fattoria collettiva e, soprattutto, la pace e la quiete immense e silenziose di una natura rigogliosa che offre loro frutti, legna, funghi, miele ed anche foraggio e pascoli per i propri animali. Tutto gratuito e tutto contaminato. Una gratuità che non risparmia nessuno: dal piccolo Artjom nato l’otto aprile 2014 a Dmitri nato il 23 ottobre 1997, due dei 22 minorenni che vivono a Dubovy Log.”

A distanza di quasi 30 anni, 28 per la precisione, la gente è convinta che la radioattività, invisibile come l’aria che si respira, non esiste perché tutto ciò che non si vede, non si sente, non si tocca non può fare paura, né tantomeno male. 

E in questa coscienza incosciente, istituzionalizzata o meno che sia, i bambini di Dubovy Log stanno segnando il loro presente e marcando indelebilmente il proprio futuro: grazie alla noncuranza e alla disinformazione e grazie alla inconsapevole sfida al Cesio137 che altera e pone sotto stress le loro fibre cardiache e allo Stronzio90 che disgrega le loro ossa e le molecole del sangue. Sono solo due di quei tanti elementi che  – con la complicità della disinformazione e della politica di minimizzazione –agiscono subdolamente in maniera lenta, quasi a volersi fare da parte per attribuire in futuro le patologie da loro generate ad altre cause, o all’imprevedibilità e causalità della vita.”

Situazione tristissima quella di questi bambini… usati come cavie…? Abbandonati a un destino crudele…?

Forse sia l’una che l’altra delle ipotesi. Ma qualcosa di concreto Mondo in Cammino cerca di fare per loro con il progetto Il doposcuola di Dubovy Log che si pone l’obiettivo di ricostruire un angolo e un momento di socialità riaprendo la casa della cultura, per offrire a tutti i ragazzi del villaggio qualche ora di serenità, informazioni per difendersi dalla radioattività e cibo “pulito”, portato da dove la radioattività non c’è.

Per i 22 ragazzi di Dubovy Log questo potrebbe rappresentare la salvezza, un modo per conquistare la consapevolezza che li può liberare dalla schiavitù della radioattività.

Per saperne di più e per contribuire ad aiutare questi ragazzi, andate al sito: http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=2227.0

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata