Non è certamente una bella immagine quella che il “Rapporto Zoomafia 2014” della Lav (Lega Antivivisezione) dona di Brescia. La Leonessa d’Italia si classifica, infatti,  al primo posto, per i reati commessi sulla protezione della fauna selvatica. È risaputo che, soprattutto nelle valli bresciane, regni il mito di doppietta selvaggia ma anche i cosiddetti animali da compagnia non se la passano meglio. L’ultimo episodio risale infatti a mercoledi 6 agosto, con la notizia di un veterinario bresciano che ha gettato la carcassa di un cagnolino in un cassonetto, anziche incenerirlo. Dal Rapporto,  redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav, emerge che nel 2013, alla Procura della Repubblica di Brescia sono stati aperti 470 procedimenti (326 noti e 144 ignoti), in calo rispetto ai 722 fascicoli del 2012, ma che non fa certo sorridere.

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