Sono tante le incongruenze legate alla “morte annunciata” di Daniza. Mamma orsa poteva essere salvata, secondo l’analisi fatta dalla Lav, Lega Antivivisezione, relativa al dossier diffuso dalla provincia di Trento in cui si racconta l’intera storia dell’orso fino ai recenti, incresciosi fatti che hanno portato alla morte di Danza. La Lav, dunque, lo ha commentato, contestando 12 punti e arrivando alle considerazioni sotto riportate.

DANIZA POTEVA ESSERE SALVATA: I PERCHÉ IN 12 PUNTI, TRATTI DAL DOSSIER DIFFUSO DAL PRESIDENTE DEL TRENTINO

“Serietà e competenza”. Così autodefinisce l’azione della Provincia di Trento il Presidente Rossi nella lettera ai suoi dipendenti, con la quale li ha omaggiati di nove pagine bianche, non firmate, intitolate “Dossier orso trentino” che costituiscono la sua difesa dopo l’uccisione di Daniza. Una mamma che ha difeso i suoi piccoli. Un predatore portato a forza in Trentino che faceva… il predatore.

Il Dossier rappresenta un tentativo di “green washing” che contiene alcune perle.

1) “La popolazione è attualmente consistente in circa 40-50 esemplari”. Circa? 40 o 50? Come fa la Provincia a non conoscere il numero esatto degli orsi attualmente presenti sul suo territorio?

2) “Negli ultimi 15 anni c’è stata la rimozione di soli due soggetti mediante captivazione”. Sono quelli detenuti all’ergastolo nello zoo non autorizzato del Casteller chiamato “rifugio” per acquietare qualche coscienza? E perché la Provincia omette il tragico dato che almeno altri due orsi, l’ultimo appena due anni fa, sono stati colpiti con la telenarcosi e sono morti, come Daniza?

3) Revisione del Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno. La Provincia dice ai suoi dipendenti che il 18 luglio scorso, con Delibera di Giunta, avevano proceduto a una modifica unilaterale del Piano, scrivendo ciò che poi è stato effettivamente fatto, sul campo: “Questa modifica è solo una prima azione, parziale, rispetto alle attuali necessità di adeguamento degli strumenti di gestione della popolazione ursina. Ribadendo la volontà di pervenire in tempi brevi alla definizione di modalità gestionali più snelle ed efficaci, nel senso del riconoscimento alla Provincia di una adeguata indipendenza gestionale (…) con decisioni autonome e necessariamente tempestive circa la rimozione dei soggetti problematici” come se lo strumento dell’Ordinanza mortale per Daniza non fosse già sufficiente!

4) La Provincia conferma di aver ricevuto contributi comunitari, pari a 832.000 euro, nel quadro dei 12 milioni di euro complessivi affidati a più Enti territoriali.

5) Gli indennizzi per danni da orsi sono ammontati a 130.000 euro nel 2013. Poco più di 10mila euro al mese. Nulla se paragonati agli interventi di altre Regioni, per danni da fauna selvatica. Nel 2008 gli euro erano stati 60mila per 24 orsi. Per un numero attuale doppio di orsi, la cifra è peraltro proporzionata. Nessun aumento a dismisura, quindi, a fronte invece di un quadro disegnato dalla Provincia che assomiglia più a un teatro di guerra.

6) “La comunicazione è considerata dall’Amministrazione provinciale un aspetto di fondamentale importanza (…) dal 2003 è in corso una specifica campagna d’informazione denominata “Conosci l’orso bruno” (…) attività didattiche nelle scuole, serate e incontri tematici (…)”. Tanto è fondamentale la comunicazione che negli alberghi e in altri esercizi non c’è stata mai traccia nemmeno di un volantino con informazioni sul cosa fare in caso di incontro con un orso, e le classi scolastiche coinvolte in undici anni sono meno degli orsi presenti in Trentino. A meno che per informazione la Provincia non intenda le campagne pubblicitarie per attrarre turisti sfruttando l’immagine degli orsi…

7) Vengono citati tre “sondaggi demoscopici, l’ultimo dei quali realizzato nel 2011 che ha registrato una decisa inversione di tendenza (….) i principali motivi legati al giudizio sfavorevole alla presenza dell’orso sono riconducibili alla potenziale pericolosità, alla dannosità e alla paura”. Non si cita chi ha effettuato il sondaggio, con quali domande, le percentuali registrate. Quindi, il nulla.

8) Su Daniza il Dossier della Provincia attesta che nel 2012 “è stato l’orso più dannoso in assoluto”. Non si capisce come mai quindi ci sono voluti due anni per emettere un’Ordinanza di cattura… E sulla nuova ultima fatale cattura si legge che “il 10 settembre si sono create le condizioni per intervenire in condizioni ambientali di sicurezza per operatori ed animali, con la telenarcosi”. Alle 19:30, orario dell’intervento, in penombra se non già senza luce, quali potevano essere queste condizioni ideali?

9) Alla sesta pagina del Dossier, la Provincia riporta la lettera del 28 agosto scorso con la quale l’Ispra, l’Istituto scientifico dello Stato, ricordava al Trentino che “il Piano d’azione interregionale formalmente adottato dal Ministero dell’Ambiente e da tutte le Regioni e le Province Autonome coinvolte per l’attacco di una femmina con piccoli prevede la possibilità di attivare le seguenti azioni: a) intensificazione del monitoraggio (nel caso di orso radiocollarato), b) cattura con rilascio allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio; c) cattura per captivazione permanente”Daniza era radiocollarata, quindi le si poteva e doveva applicare la soluzione a) cioè l’intensificazione del monitoraggio!

10) Compresa la prima in Slovenia, Daniza ha subito quattro catture di cui l’ultima, il 23 maggio 2013, perché non gli avevano messe le pile cariche nel radiocollare…

11) Le ferite al fungaiolo del 15 agosto scorso. Si citano per la prima volta in maniera ufficiale ma senza fare riferimento a una certificazione medica.

12) Sui cuccioli. La Provincia conferma che ad un mese dalla Ordinanza di cattura di Daniza non c’era un Piano per la loro tutela. Nonostante la diffusione di una Nota del Ministero dell’Ambiente, datata 20 agosto 2014, nella quale il Dicastero raccomandava “un attento monitoraggio al fine di registrare la tempestiva registrazione di comportamenti anomali, di condizioni di denutrizione e/o di mancato benessere dei cuccioli”. La mancanza del Piano per i cuccioli che volevate rendere orfani, e ci siete comunque riusciti, è un fatto gravissimo, quasi incredibile. A proposito di “serietà e competenza”, Presidente Rossi.

 

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