Grande è il nostro sdegno, di tutte le associazioni animaliste ma anche di tutti coloro che amano gli animali per quello che è stato fatto all’orsa Daniza: anche noi, come la maggior parte delle persone, crediamo non si sia trattato di un errore ma che sia stato volutamente portato a termine questo presunto crimine. Verranno fatte tutte le indagini del caso per appurare la certa causa di morte, ufficialmente causata dall’anestesia, ma poco importa perché alla fine Daniza è morta, nonostante la maggior parte degli italiani fosse contraria a questo epilogo, nonostante le migliaia di firme (65mila quelle raccolte dalla Lac) e le diverse petizioni raccolte in un mese per non ucciderla. In Italia manca una cultura in questo senso: in 150 anni non si era mai verificato un episodio come questo, dai risvolti poco chiari e grotteschi in merito alla presunta aggressione nei confronti di un cercatore di funghi. Noi andiamo nei parchi del Nevada, pagando fior di dollari, per vedere l’orso e qui ci sono regole severe da rispettare e noi, nel nostro paese, non siamo in grado di creare una legislazione che tuteli gli animali nel loro ambiente… Non solo: l’Italia ha ricevuto almeno 4 milioni di euro per il reinserimento dell’orso “Life Ursus” e quello che è stato fatto è un vero insulto che andrebbe sanzionato dall’Unione Europea. I nostri editori, da sempre sensibili alle cause ambientaliste e animaliste, hanno dichiarato che parteciperanno attivamente alle azioni legali che verranno intraprese in futuro da Enpa, Gaia e altre associazioni e partiti. Per questo abbiamo sentito telefonicamente Stefano Fuccelli, Presidente del Partito Animalista Europeo che ha condannato duramente l’accaduto definendolo una “cronaca di una morte annunciata”, attaccando i vertici della Provincia di Trento e annunciando azioni legali, e Sara Pepi, Presidente dell’Enpa di Brescia, che lo ha definito un “animalicidio”.

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