Sulla salute dell’Artico sono stati raccolti dati allarmanti dai satelliti della Nasa: le radiazioni solari assorbite da questa regione nei mesi estivi hanno registrato un aumento del 5% dal 2000. E questa tendenza si allinea con un calo dei ghiacci nell’area nello stesso periodo, con conseguenze importanti: gli scienziati sottolineano infatti che se i ghiacci bianchi riflettono la luce del sole, le acque scure dell’oceano, al contrario, assorbono energia a livelli maggiori. La diminuzione della riflessività (chiamata albedo) è una preoccupazione chiave ed assume un’importanza maggiore alla luce della contrazione dei ghiacci estivi registrata negli ultimi decenni: l’incremento della quantità di energia solare assorbita, infatti, accresce il riscaldamento in corso nella regione. E un aumento del 5%, che in apparenza può sembrare una crescita limitata, è in realtà un dato importante, soprattutto in considerazione che a livello globale la percentuale di assorbimento è rimasta sostanzialmente stabile. Inoltre, se applicato a tutto l’oceano Glaciale Artico, questo cambiamento equivale ad una crescita dell’energia solare assorbita di circa 10 watts per metro quadro. E in alcune aree l’aumento è stato persino maggiore: zone come il mare di Beaufort, che ha registrato il maggiore calo dei ghiacci, mostra un incremento pari a 50 watts per metro quadro.

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