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  1. Veronica Corsini

    Ieri molte agenzie di stampa hanno diffuso la notizia della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della revoca della licenza di giardino zoologico al delfinario di Rimini e della sua conseguente chiusura definitiva, parlando addirittura di dover sistemare in breve tempo i delfini presenti.

    La realtà attuale del delfinario di Rimini è ben diversa: il Ministero dell’ ambiente aveva già rifiutato tale licenza al delfinario dopo il sequestro degli animali avvenuto nel settembre 2013 (e solo la pubblicazione è stata emessa ieri, in realtà non era niente di nuovo).
    Nella struttura non sono più presenti tursiopi dal 17 settembre, giorno del sequestro disposto in seguito alle numerose irregolarità riscontrate e al rinvenimento degli animali drogati con Valium e ormoni oltremisura.

    Non avendo più i delfini, la scorsa estate il delfinario di Rimini ha riaperto esibendo leoni marini provenienti dallo zoo safari di Fasano, per detenere i quali è sufficiente una licenza da spettacolo itinerante (che possiede) come un qualsiasi circo.
    Nonostante, durante l’ estate 2014, il Ministero dell’ Ambiente abbia intimato alla società proprietaria dello zoo safari di Fasano di recuperare le otarie perchè utilizzate per fini diversi da quelli di un giardino zoologico (a Rimini si esibiscono in numeri da circo) nè il Alfa 3000 nè il delfinario risposero a quell’ ingiunzione, ignorando completamente la disposizione.

    Altra cosa degna di rilievo: la legge sui delfinari risale al 2005, quindi Monica Fornari (proprietaria della struttura) e soci hanno portato avanti un’ attività completamente illegale e abusiva fino al sequestro dei delfini, avvenuto nel 2013.

    In sostanza, non avere la licenza da giardino zoologico non impedisce a Monica Fornari, proprietaria del delfinario, di sfruttare animali diversi dai delfini, esattamente come ha fatto la scorsa estate.

    La cosa ancora più vergognosa è che si conceda a persone che per decenni hanno sfruttato i delfini (che, ricordiamo, al tempo del sequestro, furono rinvenuti imbottiti di Valium e ormoni) e che sono ancora in attesa di processo, di continuare a detenere e sfruttare animali, nel nome di un turismo basso e volgare che sta facendo di Rimini la città dove nel nome del profitto e dell’ indotto turistico viene calpestato ogni principio etico e di rispetto per gli animali.

    #nodelfinario #riminivergogna

    Coordinamento Basta delfinari

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