Roma e Milano bocciate in materia di misure per ridurre l’inquinamento dell’aria. A decretare l’insufficienza degli interventi messi in campo dalle due città italiane per fronteggiare le emissioni del settore trasporti, in particolare le polveri sottili (Pm10) e il biossido di azoto (NO2), è la ricerca svolta da “Sootfree Cities”. Lo studio è prodotto da Bund/Friends of Earth Germany, con il sostegno delle 140 organizzazioni dello European Environmental Bureau (EEB). Su 23 capitali europee, Roma si piazza al 18/o posto in fondo alla lista insieme a Dublino, Glasgow, Madrid, subito prima di Lisbona e Lussemburgo, le pecore nere della classifica. E’ invece 14/a Milano insieme a Barcellona e Praga. A dominare la graduatoria e quindi ad avere agito in maniera concreta per ridurre l’inquinamento dell’aria sono  Zurigo, Copenaghen e Vienna grazie alla diminuzione sostanziale delle auto in circolazione e alla limitazione  dei veicoli altamente inquinanti quali diesel, camion e macchinari edilizi; oltre ad aver ampliato le opzioni di modalità ecologiche di trasporto, come mezzi pubblici, spostamenti in bicicletta e a piedi. L’Italia invece ha una procedura d’infrazione aperta proprio per il superamento dei limiti delle Pm10 in dieci regioni. La Città Eterna, secondo quanto comunica il rapporto, ha previsto diverse misure di riduzione, come la Zona traffico limitato o il progetto di aumento delle piste ciclabili entro il 2019; ma spesso queste non sono attuate, con scarsi controlli ai varchi, a volte parcheggio selvaggio nelle aree pedonali, più una flotta di mezzi pubblici in generale “in cattivo stato”. Per quanto riguarda Milano, nonostante soffra di una situazione grave per i livelli di emissioni inquinanti, è riuscita nell’ultimo decennio ad aumentare l’uso di mezzi pubblici e piste ciclabili; ha inoltre combinato diverse misure come Ztl e ticket di accesso, che in futuro dovranno pagare anche le automobili ibride, a metano e gas.

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