Ogni giorno, in Italia, sprecati 4000 litri di acqua per alimentarsi

Sono 4000 i litri di acqua giornalieri che vengono utilizzati dagli italiani, a loro insaputa, per alimentarsi. Questo dato si riferisce al volume di acqua impiegato durante il processo produttivo degli alimenti. La maggior parte dell’acqua “contenuta” all’interno dei cibi che arrivano sulla nostra tavola, è consumata nella prima parte del processo produttivo, la più lontana dal consumatore: la fase della coltivazione. In termini di media mondiale, 250 grammi di pomodoro contengono 50 litri di acqua virtuale, una pizza margherita ne contiene 1259 litri; produrre 1 kg di pasta richiede mediamente 1850 litri di acqua nel mondo, 1410 in Italia. L’acqua virtuale è anche un oggetto di scambio commerciale su scala globale. Nel caso di una bottiglia di bibita zuccherata, ad esempio, il contenuto di acqua virtuale rappresenterà l’acqua che è stata necessaria a produrre la canna da zucchero utilizzata per produrre il contenuto di quella bottiglia, non solo il quantitativo d’acqua effettivamente contenuto nella bottiglia. L’Italia è il terzo importatore netto di acqua virtuale al mondo, soprattutto a causa del consumo di prodotti di origine animale. I più grandi esportatori netti di acqua virtuale sono: Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, India, Pakistan, Indonesia, Tailandia e Australia. Tra i più grandi importatori troviamo invece alcuni paesi del Medio Oriente e Nord Africa, Messico, Europa, Giappone e Sud Korea. Purtroppo, a fronte di un enorme consumo si verifica anche uno spreco di acqua. Ogni anno vengono sprecate circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, un terzo della produzione mondiale. Ciò comporta anche lo sperpero delle risorse idriche necessarie per la loro produzione. Numeri che devono far riflettere, soprattutto in vista della Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebra il 22 marzo.