Ha creato molto scalpore, in Cina, la notizia riferita dagli Uffici Locali, secondo cui tre politici avrebbero dato vita ad un allevamento di rare tigri siberiane. L’inchiesta è partita dopo che uno dei grandi felini ha perso la vita saltando dall’undicesimo piano d’un palazzo nella città di Pingdu lo scorso mese, spaventato dai fuochi d’artificio sparati durante i festeggiamenti del Capodanno cinese. Le tigri allevate, al momento, sarebbero 11. Il felino morto era stato allevato da Yang Wenzheng, membro del Congresso municipale, secondo la televisione pubblica CCTV. Assieme a un altro consigliere suo alleato, Yang aveva ottenuto le due tigri da un terzo consigliere, che era in possesso di otto tigri dell’Amur, ma aveva trovato economicamente troppo oneroso tenerle tutte: 1.600 yuan (oltre 242 euro) al giorno. Il losco commercio di questi felini potrebbe essere ricondotto all’utilizzo delle loro ossa e della loro carne nella medicina cinese che li sono considera potenti farmaci. Ogni tigre di questa razza al mercato nero può valere anche un milione di yuan, oltre 150 mila euro. Tutti e tre i politici si sono dimessi dal Congresso del popolo municipale e hanno dovuto pagare una multa per il “cattivo esempio” dato nell’allevare le tigri.

 

 

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