Dopo giorni di rimbalzi e mancati provvedimenti fra le varie componenti pubbliche interessate, a seguito di un sopralluogo compiuto  da ENPA Milano e Vigili del Fuoco è stato eseguito un intervento con due idrovore per cercare di far salire un poco il livello dell’acqua della “zona umida” del Parco delle Cave, pescandola dai bacini circostanti che si trovano in migliori condizioni. L’area del parco costituisce un ecosistema acquatico molto delicato che, nonostante la pressione dei cittadini, rischiava di rimanere seriamente danneggiato da un abbassamento del livello delle acque andato decisamente fuori controllo. Le zone umide sono aree ambientali molto delicate, che per loro caratteristica morfologica e fisica hanno selezionato una flora e una fauna molto specifica e unica nel suo genere. Non è solo il Parco delle Cave a soffrire in questo periodo: le asciutte primaverili dei Navigli, aggravate dai lavori per EXPO, hanno ancora una volta creato seri problemi alla fauna presente nei corsi d’acqua, anche a causa del loro prolungamento temporale e di una piovosità molto ridotta. In questo periodo però l’avifauna presente all’interno e nelle vicinanze delle zone umide e dei canali rischia di avere anche il problema opposto che potrebbe crearsi alla riapertura delle chiuse: molti uccelli come germani e gallinelle d’acqua hanno infatti costruito i propri nidi sull’alveo dei canali e la piena improvvisa rischia di spazzare via tutto, compresi i piccoli di germano, già nati e sempre in anticipo rispetto alle gallinelle d’acqua, che rischiano di essere travolti e finire nelle parti tombate dei navigli milanesi.

 

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