Una Start Up americana decide di creare in lavoratorio dei veri e propri Corni di rinoceronte, stampati in 3D, per combattere il bracconaggio. In Sudafrica, infatti, la strage di rinoceronti, per impossessarsi dei loro corni, cresce sempre di più. Per fermare questo spaventoso traffico illegale di corni di rinoceronti e contrastare il bracconaggio, che nei primi mesi del 2015 ha raggiunto livelli record, l’idea è quella di realizzare corni sintetici con stampanti 3D usando una particolare cheratina. La società ideatrice è Pembient, che assicura che il corno finto di laboratorio non è distinguibile da uno vero, poiché geneticamente identici. E anche il prezzo, decisamente abbordabile, potrebbe disturbare questo commercio illegale abbassando drasticamente il costo dei corni e dissuadere i bracconieri dall’uccidere i rinoceronti.  I corni sono utilizzati come pugnali in Yemen, e nella medicina tradizionale cinese si ritiene che il corno di rinoceronte abbia poteri di guarigione. Il giro d’affari nel mercato nero ammonta a circa 20 miliardi di dollari, il quarto nel mondo dopo quelli di droga, armi ed esseri umani. Il ministro dell’Ambiente sudafricano Edna Molewa ha lanciato domenica scorsa un nuovo allarme sul bracconaggio di rinoceronti nel Paese, che è aumentato del 18% nei primi quattro mesi del 2015. Da gennaio ad aprile i rinoceronti vittime dei bracconieri sono saliti a 393; di questi 290 sono stati uccisi nel parco nazionale Kruger. Il 95% della popolazione di rinoceronti nel mondo si è estinta negli ultimi 40 anni a causa del bracconaggio e negli ultimi anni il numero di rinoceronti vittime del traffico illegale dei loro corni è aumentato in modo considerevole, passando dai 13 animali uccisi nel 2007 fino ai 1.215 animali uccisi lo scorso anno. Cifre a dir poco spaventose.

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