Green Hill è chiuso. Alcuni dei responsabili di quel lager sono stati condannati per maltrattamento. Ma lo sfruttamento animale è lungi dall’essere stato minimamente scalfito. Accanto a noi, in ogni dove, esistono luoghi, quelli che Alex Hershaft chiamava “scatole nere”, ovvero “i laboratori di ricerca, gli allevamenti e i macelli: aree separate, anonime, dove la nostra società conduce i suoi sporchi affari fatti di violenza e sterminio di innocenti esseri senzienti. Queste sono le nostre Dachau, Buchenwald e Birkenau. Come i bravi cittadini tedeschi, abbiamo le idee chiare su cosa accade lì dentro, ma non vogliamo saperne nulla”. Per il Coordinamento Fermare Green Hill ha deciso di continuare il suo cammino, aderendo  alla campagna NOmattatoio, nata mesi fa a Roma per opera di due attiviste, Eloise e Rita, sul modello di quanto già fatto in altri Paesi.  La campagna ha lo scopo di abbattere il muro di silenzio che circonda il massacro continuo ed inarrestabile di centinaia di migliaia di esseri senzienti. Ogni mese vengono organizzati presidi avanti ai mattatoi, luoghi anonimi all’esterno, ma al cui interno mucche, vitelli, agnelli, maiali, polli, vengono condotti in preda al terrore, sgozzati, uccisi, smembrati, il loro corpo smontato come foss cosa. Ridotto a bene di consumo. Impacchettato e spedito ai supermercati e ai negozi. Non più riconducibili all’Animale vivo che è stato. Scopo delle proteste è proprio svelare alla collettività cosa c’è dietro quei pezzi di carne che con tanta indifferenza vengono messe nel carrello della spesa; scalfire la patina della normalità per svelare l’orrore ed il dominio. Il Coordinamento Fermare Green Hill invita quindi tutti a partecipare al presidio davanti al mattatoio di Brescia, in via Orzinuovi 94, che si terrà domani, sabato 6 giugno, dalle 10.30 alle 13.30.

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