Giovedì 16 luglio 2015 alle ore 11.00,presidio davanti al negozio di Hermès in via Montenapoleone 12 a Milano, l’associazione internazionale PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) organizza una protesta autorizzata insieme al movimento Cani Sciolti dopo l’investigazione di Peta US che ha reso noti soprusi, torture e maltrattamenti a migliaia di coccodrilli allevati per farne borse e accessori di lusso del brand.

Verrà dunque inscenata una protesta silenziosa davanti alle vetrine di una delle più famose griffe della moda, che per produrre lusso uccide migliaia di rettili in modo brutale e inenarrabile, come dimostrano le investigazioni di PETA US svolte presso i fornitori di Hermès negli Stati Uniti (Texas) e Africa (Zimbabwe), dove migliaia di coccodrilli sono stipati in fosse di cemento e in vasche sudice, tutti barbaramente uccisi per le loro pelli prima ancora che possano raggiungere l’età adulta.

Gli animalisti e le prove raccolte accusano Hermès di essere il crudele e colpevole mandante di tanta morte e atroce sofferenza e denunciano presunte infrazioni di leggi statali e federali degli Stati Uniti: in Texas, nel Lone Star Alligator Farms di Winnie dove i rettili vivono intrappolati in pozze indaguate e affollate e dove gli operai (ripresi dall’investigatore PETA) al momento dell’uccisione sparavano in testa più volte ai coccodrilli con pistole pneumatiche a bulloni, e poi con taglierini li sgozzavano. Dal video si vede che quando la pistola si guasta, per non rallentare il lavoro, il responsabile dell’allevamento incita gli operai a non fermarsi e li istruisce a incidere centinaia di alligatori senzienti, cercando di dislocare le loro vertebre, spingendo a forza un’asta di metallo nelle loro colonne vertebrali per tentare di raggiungere e danneggiare il cervello. Alcuni animali sopravvivono e si muovono ancora dopo diverso tempo.

Mentre nell’allevamento africano Padenga Holdings Crocodile Farms in Kariba, Zimbabwe, uno dei più grandi al mondo che fornisce l’85 per cento di pelli di coccodrillo del Nilo per le griffe del lusso (dove solo nel 2014 sono stati trucidati ben 43.000 animali), i coccodrilli vivono stipati fino a 220 esemplari in luridi e piccoli pozzi.

Mimi Bekhechi, direttore di PETA, dichiara: “I consumatori spendono migliaia di dollari per questi accessori, ma sono gli animali a pagare il vero costo di questi disgustosi, crudeli allevamenti. PETA chiede alla moda di eliminare la produzione e la vendita di prodotti di pelli esotiche”.

Aggiunge un portavoce del movimento Cani Sciolti: “Dirigenti e operai degli allevamenti oggetto dell’investigazione chiamano con disprezzo i coccodrilli “cinturini” (per orologi) riducendo la loro preziosa vita ed essenza a oggetto. Pochi sanno che per realizzare questi accessori viene utlizzata solo la pancia del coccodrillo, la parte più morbida, e a questi animali così inteligenti e affascinanti viene riservata una fine devastante solo per la vanità di celebrità e collezionisti milionari. Noi vorremmo far capire a tutti che anche la più piccola esistenza del Pianeta ha un valore inestimabile e nulla al mondo può giustificare questa crudeltà”.

Il documentario di Peta a questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=9uwoIIXN8rk

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