Un economia “green” è sviluppabile anche a livello dell’alta finanza. A dimostrarlo il fondo sovrano norvegese, che ha un valore complessivo di 870 miliardi di dollari e che è il fondo per investimenti a controllo statale più grande del mondo. Nei giorni scorsi è stata infatti annunciata la decisione di escludere 4 grandi compagnie asiatiche dai propri investimenti. Si tratta di azioni che hanno dei particolari rischi dal punto di vista ambientale: questa la motivazione fornita. E così nessuna partecipazione nelle malesiane IJM e Genting e nelle sudcoreane Daewoo e Posco. Le 4 società sono state escluse dagli investimenti del fondo per i gravi danni ambientali che hanno creato trasformando le foreste tropicali in piantagioni di olio di palma. Il fondo norvegese ha già disinvestito per motivi ambientali in 50 grandi compagnie, tra cui Boeing, Rio Tinto, Walmart e British American Tobacco. La scelta del fondo dipende dalla preoccupazione riguardo alla sostenibilità dei propri affari. Secondo il fondo i rischi della deforestazione, delle emissioni di anidride carbonica e della cattiva gestione delle risorse idriche sono più importanti dei vantaggi ottenibili continuando a possedere questo tipo di azioni. Il fondo è nato grazie ai ricavi ottenuti dalla Norvegia per l’estrazione petrolifera. Ancora oggi gli investimenti in compagnie petrolifere rappresentano l’8% del totale dei suoi investimenti. Stavolta la decisione del fondo, per la prima volta, è stata presa dalla Banca Centrale norvegese e non dal Ministero delle Finanze, per rendere più depoliticizzate le azioni dell’organismo.

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