Ci risiamo. L’incidente avvenuto questa notte sull’autostrada A1, tra Piacenza e Fidenza, che ha visto coinvolto un tir che trasportava maiali vivi, destinazione macello, non fa che aumentare l’indignazione per le condizioni e le modalità con cui, innocenti esseri viventi, vengono trasportati, senza un briciolo di dignità, verso una morte atroce, ancora senzienti. Questa volta i suini non sono morti schiacciati tra le lamiere della loro prigione a più ruote come invece era successo lo scorso 2 luglio in provincia di Brescia. Una vergogna che appare, fulminante, quando a riportarla sono le notizie di croncaca ma che continua, imperterrita, a macinare chilometri, ogni giorno, sulle strade italiane ed europee, tra l’indifferenza dei più. Sono ancora troppe le persone che ignorano cosa accade durante questi viaggi, estenuanti e c’è ancora chi, quando vede un tir che trasporta animali vivi e il suo sguardo incrocia quello di chi è consapevole che sta per andare a morire, fa ciao con la manina. Ci sono però tante associazioni che si battono per fare in modo che questa realtà venga allo scoperto e affinchè nessuno possa difendersi dietro alla frase “Io non lo sapevo”. Per questo abbiamo interpellato Annamaria Pisapia, direttore di Compassion in World Farming Italia, che ci racconta cosa accade, ogni anno, ad oltre 3 milioni di animali europei che poi finiranno sulle tavole di molti. Nel 2014, ben  475.576 di cittadini hanno detto  “No alla sofferenza di milioni di suini” attraverso una raccolta firme che è stata consegnata  al Presidente del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura UE Athanasios Tsaftaris, e al Ministro dell’Agricoltura danese Dan Jørgensen a Bruxelles. Sul sito internet di Compassion in World Farming Italia, associazione che si dedica alla protezione di animali in allevamento, come ci conferma Pisapia, è poi possibile aderire ad una importante petizione per chiedere la fine del commercio di animali vivi fuori dall’Unione Europea. Un atto necessario dopo la scoperta dell’esistenza di un commercio segreto di animali da allevamento europei verso una delle zone di confine più pericolose al mondo: Kerem Shalo, controllato dagli israeliani, dove convergono la striscia di Gaza, Israele e l’Egitto. La petizione è disponibile al seguente link. 

http://action.ciwf.it/ea-action/action?ea.client.id=1802&ea.campaign.id=36347

 

Redazione

 

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