Secondo alcune indiscrezioni raccolte dall’Enpa (Ente Nazionale per la protezione degli animali) in ambienti parlamentari, ”sarebbe imminente la presentazione di un emendamento al Collegato Ambientale, in votazione martedì al Senato, che consentirebbe ai cacciatori e agli agricoltori di sparare ai cinghiali 12 mesi l’anno”. Cio’ in deroga alle attuali previsioni normative della legge 157/92 sulla tutela della fauna selvatica e di disciplina del prelievo venatorio. ”Stando a tali rumor, il colpo di mano sarebbe condotto con il benestare del Ministro dell’Ambiente, autore – proprio nei giorni scorsi – di un tweet particolarmente inquietante sull’argomento (“Problema troppi #cinghiali esiste, per abitanti e agricoltura. Affrontarlo è dovere”)”. L’associazione chiede al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ”di smentire tali indiscrezioni, e ogni eventuale e ulteriore ipotesi di caccia no limits contro i cinghiali, o altrimenti di dimettersi dal proprio incarico perché, se tali voci fossero confermate, egli verrebbe verrebbe meno al proprio mandato istituzionale di custode della biodiversità”, dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, che sottolinea come l’affaire cinghiali non sia ”una questione a sé stante, ma, come dimostrano inquietanti e ricorrenti segnali politici, rientri in un disegno più ampio di smantellamento delle ultraventennali politiche del nostro Paese a difesa dell’ambiente e degli animali che si tradurrebbe anche in una vera e propria militarizzazione del nostro territorio”.

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