La ‘ridotta funzione del rene’ è la 5/a causa di malattia in Italia, dopo pressione alta, obesità, fumo e diabete, ma prima dei livelli elevati di colesterolo e dell’eccesso di sale. Di questi dati, contenuti nel rapporto GBD pubblicato su The Lancet, tiene conto il Piano Nazionale della Cronicità (PNC) che sarà reso pubblico a breve dal Ministero della Salute e dovrà essere condiviso con le Regioni. Lo hanno affermato esperti nefrologi quali Giuseppe Remuzzi, coordinatore delle ricerche presso l’Istituto Mario Negri di Bergamo, e Antonio Santoro, presidente della Società Italiana di Nefrologia (Sin), che hanno citato il recente Studio Carhes, che mostra una prevalenza della Malattia renale cronica (MRC) in Italia intorno al 6,3%, il che significa che nel Paese ci sono circa 3 milioni e mezzo di persone con nefropatia. Un dato, questo, che è andato crescendo nel tempo.  E’ un fatto che se oggi l’aspettativa media di vita si è allungata raggiungendo i 79,45 anni per gli uomini e gli 84,60 per le donne, l’aspettativa di vita ‘in buona salute’ è ferma a 69,11 anni per le donne e i 71,36 anni per gli uomini. In questo quadro il Piano Nazionale Cronicità “suggerisce – spiega Santoro – impegni e obiettivi da raggiungere per certe specifiche malattie croniche con precise caratteristiche di rilevanza epidemiologica, la gravità, l’invalidità, il peso assistenziale ed economico, la difficoltà di diagnosi e di accesso alle cure. E al primo posto con queste caratteristiche figurano proprio le malattie renali croniche e l’insufficienza renale, per le quali si avverte una vera e propria emergenza”. In particolare sarà necessario estendere una rete di centri specialistici in tutte le regioni, per consentire la diagnosi precoce e la prevenzione riguardo ai fattori di rischio (fumo, (ipertensione, diabete, obesità…), lotta alle malattie prevenibili che possono portare a una cronicizzazione del danno renale, poter ritardare l’insorgenza della malattia.

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