Uno degli allarmanti dati che emerge dalla prima mappa mondiale delle acque sotterrane è che solo lo 0,4 per cento delle falde acquifere mondiali è in grado di rinnovarsi nello spazio di tempo di una vita umana. Per realizzare questa mappa sono stati necessari 40 anni di ricerca grazie a una cooperazione internazionale guidata da Tom Gleeson, dell’università canadese Victoria, che ha pubblicato i risultati su Nature Geoscience. L’acqua è una delle più preziose risorse naturali e il suo consumo negli ultimi anni, a causa dell’aumento demografico e dei cambiamenti climatici, ha subito una brusca accelerazione. Per capire quanta acqua dolce esista ancora sottoterra e i tempi necessari perché possa rinnovarsi i ricercatori hanno messo insieme una incredibile mole di informazioni, tra cui dati satellitari e dati di quasi 1 milione di bacini idrici, completando così la prima mappa mondiale dell’acqua sotterranea. Nel complesso il nostro pianeta custodisce sottoterra, fino a una profondità di 2000 metri, quasi 23 milioni di chilometri cubici di acqua, tra potabile, acque salate o contaminate da materiali tossici o radioattivi. Però di questa appena 0,4% è capace di rigenerarsi in meno di 50 anni. Un dato importante quest’ultimo in quanto rappresenta le fonti d’acqua capaci di rinnovarsi nel tempo di una vita umana mentre le rimanenti non possono essere considerate come fonti rinnovabili.

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