Trivelle in Valpadana? La Società Pengas ha presentato due richieste di ricerca idrocarburi: una a cavallo delle province di Cremona e Mantova, che è denominata “Gussola” e comprende 36.380 ettari e che tocca 31 comuni, tra cui Cicognolo, Isola Dovarese, Piadena, San Daniele Po, la stessa Gussola, Casalmaggiore, Rivarolo Mantovano e Sabbioneta) e un’altra nella provincia di Parma, chiamata Fontevivo, nell’area nord-ovest rispetto alla città, che riguarda 41.140 ettari e tocca 16 comuni tra cui Polesine, Zibello, Busseto, Fontevivo che dà il nome al progetto, Fidenza e Salsomaggiore.Secondo Pietro Dommarco, autore di “Trivelle d’Italia”, un libro-inchiesta che indaga sulle ragioni delle mille e più trivellazioni nel cuore del nostro Paese e nei nostri mari, l’Italia è un paradiso per petrolieri. Dunque il 17 aprile 2016 è la data fissata per il referendum sulle trivelle che propone l’abrogazione, cioè la cancellazione del comma 17 dell’articolo 6 del Codice dell’Ambiente. Se vinceranno i Sì, le Compagnie petrolifere e di gas metano non potranno né chiedere né ottenere il prolungamento dei tempi di sfruttamento del giacimento una volta scaduta la concessione. Ma la salvaguardia dei mari italiani è un bene comune che dovrebbe interessare tutti, compresi gli abitanti della pianura padana. In gioco, dunque, ci sono le energie alternative contrapposte a petrolio e gas, la salvaguardia dell’ambiente verso l’inquinamento, con numerose connessioni, dopo la conferenza sul clima di Parigi, tra il problema delle trivellazioni e l’enciclica Laudato Si di Papa Francesco. Ma sul territorio cremonese e quello mantovano incombe un’altra spada di Damocle, una colata di asfalto. I cittadini sono sempre più attenti e preoccupati per quanto potrebbe accadere, anche perché i sindaci dei paesi interessati da queste eventuali ricerche nel sottosuolo sono venuti a conoscenza di queste istanze dalla stampa e dalla rete, da internet.

Claudia Barigozzi

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