All’interno della Ol Pejeta Reserve, nel Kenya centrale, i leoni devono imparare a convivere con una collana molto particolare. Si tratta di dispositivi Gps che permettono ai ricercatori di localizzarli e raccogliere dati fondamentali sul branco per proteggere una popolazione che in Africa è in costante e drammatica diminuzione. Dopo due giorni di caccia è stata finalmente trovata. Caricando con cura i fucili con proiettili anestetizzanti questi veterinari modello “American sniper” non intendono correre rischi ed essere sicuri di trattare con una leonessa profondamente addormentata. Tanta fatica per sistemare un collare Gps, anello fondamentale ma non esclusivo per una campagna di ricerca destinata a proteggere tutto il branco della bella addormentata nella savana. “Preleviamo anche campioni di sangue per studi genetici e per eventuali patologie in modo da capire se si troviamo di fronte al diffondersi di qualche malattia all’interno del branco. Sono prelievi periodici che effettuiamo per monitorare la salute del gruppo”, spiega Mathew Mutinda, uno dei veterinari della riserva. I Gps forniscono dati sull’esatta posizione dei leoni che vengono registrati e archiviati a intervalli regolari. Le informazioni vengono inviate da un satellite a un server in grado di scaricare i dati a disposizione di scienziati e ricercatori. È stato proprio uno di questi Gps che ha permesso di stabilire che il leone Cecil erano stato ucciso da cacciatori di frodo l’anno scorso in Zimbabwe. “Lo facciamo per tracciare i movimenti degli animali, per osservare come un branco si mischia a un altro e come si divide poi”, sottolinea Bernard Chira, guardiaparco della Ol Pejeta Reserve. “I dati raccolti servono anche a assumere decisioni a tutela dei leoni”. Anche se non sono a rischio di estinzione, i leoni rimangono una specie minacciata. La difficile convivenza tra uomini e felini e la distruzione progressiva del loro habitat naturale in Kenya sta facendo calare la popolazione di questi predatori di cento esemplari ogni anno. E nel resto del continente africano il numero dei leoni si è ridotto del 95% negli ultimi 70 anni. Anche qui, tutti si augurano che leoni e leonesse possano risvegliarsi in un mondo meno pericoloso dell’attuale

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