Sabato 22 ottobre a Milano, Michelle Hunziker era presente alla Libreria Feltrinelli per presentare il suo libro “Lole nella Valle dell’Emme” con il quale promuove il formaggio Emmentaler spacciandolo per salutare e idoneo per i bambini e per suggellare il suo contratto pubblicitario con il marchio. Attivisti del movimento Iene Vegane si sono schierati davanti alla libreria con cartelli e megafono per svelare la verità di sofferenza e sfruttamento animale che si cela dietro latte, formaggi e derivati. Dichiara un portavoce del Movimento: “Michelle Hunziker, come tanti altri personaggi televisivi, si dichiara amante degli animali e sensibile nei loro confronti. Come ancora troppe persone si dispiace per i cani ma si disinteressa di altre specie animali e della morte dei vitelli maschi, figli delle mucche cosiddette da latte e che vengono macellati perché inutili alla produzione di latte”. Ricordiamo inoltre che per fare 1 Kg di formaggio ci vogliono 5.000 litri di acqua, quantitativo superiore a due mesi di docce. Non dimentichiamo di tante mucche schiave e legate negli allevamenti, selezionate geneticamente per produrre quanto più latte possibile. Poco dopo la nascita, i vitelli sono strappati alle madri provocando in entrambi un trauma. La mucca verrà quindi munta per mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte l’ammontare di quello che sarebbe stato necessario, in natura, per nutrire il suo vitello. Non sorprende che ogni anno un terzo delle mucche sfruttate nei caseifici soffra di gravi mastiti. Inoltre le mucche da latte vengono costrette ad una alimentazione innaturalmente ricca di proteine per poter sopportare uno sfruttamento di mungitura così estremo, a causa dell’eccesso proteico il 25% delle mucche passa a una condizione chiamata acidosi che le rende zoppe e doloranti. Le immagini devastanti delle “mucche a terra” così provate da non riuscire a rialzarsi sono state ampiamente diffuse, così come a volte gli atti di violenza compiuti nei loro confronti dagli allevatori o macellai per costringerle ad alzarsi e camminare. Se è vero che tutti i viventi hanno gli stessi diritti a una vita libera, dignitosa e nei limiti del possibile felice, possiamo tranquillamente affermare che in termini di sofferenza e sfruttamento “il latte è sangue”.

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