Stenta a prendere piede l’applicazione della nuova normativa europea sull’etichettatura che deve accompagnare la vendita di pesce fresco. Secondo il regolamento, in vigore dalla fine del 2014, ai consumatori dovrebbero essere fornite importanti informazioni, come l’attrezzo di pesca utilizzato, la zona esatta di cattura e il nome scientifico del pesce, per aiutarlo ad acquistare in modo responsabile. Ma non è ancora così. In un video realizzato da Greenpeace con telecamere nascoste in alcuni banchi ittici di Roma, queste informazioni sono assenti dalle etichette e spesso gli stessi venditori ignorano molte di queste informazioni. Conoscendo l’attrezzo di pesca e la zona esatta di cattura si può decidere di preferire un pesce catturato in modo artigianale e sostenibile a uno proveniente dalla pesca industriale o importato da mari lontani, ricorda Greenpeace. L’organizzazione ambientalista ha anche realizzato un sondaggio, secondo cui sono in pochi a conoscere la nuova etichettatura. Ma se correttamente informati, i consumatori si sono detti molto interessati ad acquistare prodotti provenienti da pesca sostenibile.

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