Balene che si nutrono e nuotano nella parte orientale canadese dell’Artico in mezzo ai ghiacci e sembrano giocare tra loro. Immagini aeree spettacolari, catturate da droni, durante un lungo lasso di tempo, che ci ricordano come questi animali siano sempre più a rischio. In questi giorni in Slovenia 80 paesi sono chiamati a discutere proprio di questo, dei pericoli che minacciano i cetacei, tra caccia indiscriminata e gli esemplari che finiscono accidentalemte nelle reti dei pescatori. Nella riunione della International Whaling Commission il nodo principale resta sempre il Giappone, che giustifica il suo programma di caccia per fini scientifici. Insieme a Norvegia e Islanda infatti, continua ad affermare che belene e delfini sono la causa principale della diminuzione di pesci nell’Oceano. Scusa più volte contestate dagli altri paesi e dagli ambientalisti, che propongono dal canto loro l’istituzione di un Santuario Atlantico con aree protette per la salvaguardia dei grandi mammiferi marini.Secondo il Wwf, invece, sarebbe intanto opportuno concentrarsi sul principale killer: il “bycatch” nella pesca, ovvero le catture accidentali, che per l’associazione ucciderebbero almeno 300mila tra balene, delfini e focene ogni anno.

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