In circa 2.400 scuole in Italia si registra la presenza di amianto e 30.000 alunni sono esposti. Il dato è stato reso noto nella conferenza stampa di presentazione della Rete dei Comuni “Zero Amianto” e del Tour buone pratiche, tenutasi nella Fiera del Levante di Bari in occasione dell’ultima giornata dei lavori dell’Assemblea annuale dell’Anci. A fare il punto della situazione sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Parma e Presidente della Commissione Ambiente e Territorio dell’Associazione nazionale dei Comuni Italiani, Federico Pizzarotti, ed il direttore dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) Piemonte, Angelo Robotto. L’amianto – è emerso nell’incontro – è ancora presente in maniera diffusa sul territorio nazionale tanto che risultano monitorati per difetto circa 34.000 siti e tra questi 500 luoghi pubblici di massima priorità. E tra le maggiori criticità segnalate ci sono le oltre 2.400 scuole in Italia che hanno ancora presenza di amianto, con circa 30.000 alunni esposti, oltre alle situazioni particolarmente critiche di molti Comuni, dove erano attive fabbriche di cemento amianto. A destare preoccupazione anche la stima, per difetto, delle vittime per neoplasie dovute all’amianto che è di 4.000 decessi all’anno, dato atteso in crescita – è stato sottolineato nell’incontro – con picchi tra il 2020 e il 2025. Altre criticità segnalata è la carenza di impianti per lo smaltimento, con una rete impiantistica insufficiente (le regioni dotate di almeno un impianto specifico per l’amianto sono undici per un totale di 24 impianti, mentre il 75% dei rifiuti contenenti amianto finisce nelle discariche fuori dai confini nazionali). Su queste basi sono state strutturate le attività dell’Anci, con un piano di interventi urgenti ed una campagna ‘per agire subito’ – è stato detto – nell’ambito della rete delle Città ad amianto zero. “Ci sono norme diverse a seconda delle Regioni e questo è un aspetto peggiorativo della situazione, mentre – secondo Pizzarotti – occorre mettere sistema una rete di coordinamento per condividere le buone pratiche in ogni territorio”.

(fonte AGI)

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