Sono in forte ascesa gli amici a quattro zampe che soffrono di obesità. In Italia la percentuale di cani obesi si attesta tra il 15% ed il 35%. Questo significa che l’animale mangia di più rispetto alle reali necessità fisiologiche. Ad aggravare la situazione, poi, la presenza di alimenti di scarsa qualità nutrizionale, oltre alla quasi totale sedentarietà di molti animali domestici. Anche nei gatti, l’abitudine sempre più diffusa a tenerli in casa per garantirne la sicurezza ha portato alla conseguente diminuzione dell’attività fisica che è accompagnata da un’alimentazione eccessiva o troppo ricca di carboidrati. Negli animali l’obesità provoca le stesse conseguenze degli esseri umani: aggrava le condizioni respiratorie e cardiovascolari, complica la guarigione dopo un infortunio, causa il diabete, provoca nel gatto la lipidosi epatica (malattia del fegato), aumenta i rischi in caso di anestesia e operazioni, logora e usura le articolazioni, provoca nel gatto la lipidosi epatica (malattia del fegato), aumenta i rischi in caso di anestesia e operazioni, logora e usura le articolazioni e provoca problemi alla pelle.

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