Un volo a Gravità zero per addestrare gli “spazzini spaziali” e testare le nuove tecnologie Made in Italy per ripulire lo Spazio dalle circa 7 mila tonnellate di detriti divenuti pericolosi per le attività orbitali. Protagonisti dell’esperimento i giovani ricercatori del team PoliTethers del Politecnico di Milano – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali, guidato dalla professoressa Michelle Lavagna, che ha partecipato a un volo parabolico del programma Fly Your Thesis dell’Agenzia spaziale auropea (Esa) con il progetto SatLeash, un vero e proprio “satellite cacciatore”. Che cos’è lo ha spiegato il team leader, Riccardo Benvenuto. “Una volta in orbita – ha spiegato il giovane ricercatore – questo ‘satellite cacciatore’ sparerà questa rete contro il debris, questa rete si chiuderà intorno a questo target e il cavo che connette la rete al satellite cacciatore permetterà di trainare verso un’altra orbita il detrito, per farlo poi bruciare in atmosfera”. In una prima fase è stata testata la rete, ora, invece, è stato provato il cavo. Bisogna fare in modo, infatti, che il traino non si aggrovigli o si rompa o, peggio ancora, che i due oggetti non collidano, per questo è necessario testarlo in un ambiente simile allo Spazio reale, ricreato appunto con i voli parabolici a Zero-G. “Vogliamo modulare la spinta del satellite attivo – ha concluso Benvenuto – in modo da ridurre le vibrazioni nel cavo e trasportare il detrito con la stessa accelerazione, senza problemi di sicurezza per il trasporto spaziale”. Il Politecnico di Milano e un’espressione di eccellenza italiana nel settore aerospaziale mondiale. Da qui sono partiti esperimenti che hanno raggiunto i confini dello Spazio, come la trivella della sonda Rosetta, messa a punto proprio in questi laboratori. L’obiettivo del programma SatLeash è mettere a punto un sistema di ‘spazzini spaziali’ che possa andare nel 2022 a recuperare la sonda europea Envisat da 8 tonnellate, alla deriva da circa 10 anni che rischia di diventare pericolosa in caso di caduta incontrollata sulla Terra.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata