Nel cuore dei Vosgi, nella regione dell’Alsazia, si trova l’Ostello Schantzwasen, la prima fattoria francese che alleva renne per scopi commerciali.

Per quanto crescano bene, gli animali che secondo la tradizione trainano la slitta di Babbo Natale sono tra i primi a risentire dell’impatto dei cambiamenti climatici. “Non sono animali che possono vivere in pianura – spiega Frank, che lavora all’ostello – perché sarebbe troppo caldo per loro e l’aria non andrebbe bene. Questo è il motivo per cui si trovano in un bosco di pini ad un’altitudine elevata”.

L’ostello è stato creato nel 2005, quando il proprietario Thierry Hiniger acquistò i primi tre esemplari e ne importò altri dalla Lapponia. Da allora ne sono nati a decine. “Le renne vengono principalmente vendute a parchi o zoo o a persone e gruppi che le utilizzano per eventi di Natale, nessuna di loro finisce al macello”, sottolinea il proprietario.

Alla fattoria c’è anche un piccolo museo, che rende omaggio al legame speciale che esiste tra la comunità indigena dei sami e le renne, che in Lapponia sono un vero e proprio status symbol. Oggi sono diversi i fattori che contribuiscono alla riduzione della popolazione delle renne vicino al circolo polare artico, tra queste c’è sicuramente il surriscaldamento globale. Babbo Natale, “in persona”, si dice preoccupato: “Chi segue le mandrie di renne deve fare attenzione a questo negli anni a venire, loro e le altre persone che si occupano dei miei piccoli amici devono far sì che restino con me il più a lungo possibile”.

Se nessuno farà qualcosa per salvare le renne, chi aiuterà Babbo Natale a consegnare i regali?

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