Entro fine secolo nell’Europa occidentale i raccolti di grano e orzo potrebbero diminuire sensibilmente, anche di un terzo, a causa dei cambiamenti climatici. Lo suggerisce uno studio delle università americane di California, Davis e Cornell, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters.

La ricerca si basa sui dati relativi al meteo degli ultimi 65 anni e su quelli dei raccolti di frumento e orzo in Francia. Di qui, grazie a modelli statistici, gli scienziati evidenziano alcuni possibili effetti negativi del riscaldamento globale sulle produzioni agricole. Previsioni importanti, sottolineano, visto che il grano è la maggior coltura mondiale e, insieme al riso, una delle prime due fonti di calorie per l’uomo.

Lo studio suggerisce che entro la fine di questo secolo il clima, nel peggior scenario possibile, per le colture invernali potrà contribuire a ridurre i raccolti di grano del 21% e quelli di orzo del 17,3%. Mentre la raccolta d’orzo di semina primaverile si ridurrebbe del 33,6%.

Gli sviluppi tecnologici futuri saranno determinanti, sottolineano i ricercatori. Se l’innovazione continuerà nella direzione attuale, la tecnologia potrebbe compensare la maggior parte degli effetti negativi dei cambiamenti climatici, affermano. Ad esempio sviluppando colture più tolleranti al caldo o metodi di coltivazione migliori.

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