Asma e allergie in continuo aumento sono legate ai cambiamenti climatici e all’inquinamento. Aumenta anche la spesa messa in campo dall’Europa per il trattamento di queste patologie: in particolare secondo un articolo pubblicato sulla rivista Annals of allergy, asthma& immunology si tratta di oltre 18 miliardi di euro per il 2016. L’asma grave, causato dall’aumento del rilascio di allergeni dai pollini, sarebbe una delle conseguenze del cambiamento climatico, che stravolge anche le caratteristiche di quantità e intensità nella diffusione dei pollini nei diversi periodi dell’anno. La situazione attuale rischia di causare la comparsa di pollini nello stesso momento, una vera e propria tempesta che aggraverebbe la condizione di chi ogni estate ha a che fare con rinite allergica e asma. Non solo la quantità e l’intensità dei pollini sarebbe derivante dall’inquinamento, ma anche gli effettti sull’organismo:  «I dati ottenuti nel nostro studio hanno dimostrato che molti inquinanti sono in grado di aumentare nei pollini le espressioni di proteine allergeniche – cioè che causano allergia – e di sostanze capaci di modulare l’attività del sistema immunitario», precisa il gruppo italiano del Dipartimento Malattie Infettive , Parassitarie e Immuno – mediate dell’Istituto superiore di sanità che ha redatto l’articolo. Lo studio si concentra infatti anche sull’effetto di alcuni inquinanti legati al traffico, come ozono, ossido nitrico, anidride carbonica.

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